Qualità

Tolleranze dimensionali: come indicarle correttamente in commessa

Come definire tolleranze coerenti con la funzione del pezzo, evitando sia sovraqualità costosa sia contestazioni in fase di collaudo.

Lettura 7 minPubblicato il 23 marzo 2026Ufficio tecnico F.lli Bellani

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controllo dimensionale

La tolleranza è la traduzione numerica di un requisito funzionale. Quando questa relazione si perde, accadono due cose ugualmente dannose: si stringono quote che non lo richiedono, aumentando costo e scarto, oppure si lasciano libere quote che invece governano il montaggio, generando contestazioni evitabili.

Partire dalla funzione, non dalla consuetudine

Prima di assegnare un valore, la domanda corretta è: cosa succede se questa quota devia di mezzo millimetro? Se la risposta è nulla di rilevante, la quota può restare in tolleranza generale. Se la risposta è che un cuscinetto non entra, una guarnizione non tiene o due flange non si allineano, allora la quota è critica e va trattata come tale, con indicazione esplicita e verifica dedicata.

Tolleranza generale e quote critiche

Una struttura di quotatura efficiente prevede una tolleranza generale dichiarata a cartiglio, secondo la classe adeguata al processo, e un numero limitato di quote evidenziate con valore proprio. In carpenteria, la tolleranza generale è normalmente più ampia rispetto alla lavorazione meccanica: la lamiera piegata e il gruppo saldato hanno un comportamento intrinsecamente meno rigido di un pezzo ricavato dal pieno.

TipologiaApproccio consigliato
Quote di ingombroTolleranza generale, salvo vincoli di spazio nel prodotto finale.
Interassi di foraturaTolleranza dedicata quando determinano il montaggio di componenti acquistati.
Sedi e accoppiamentiTolleranza stretta con eventuale ripresa alle macchine utensili dopo saldatura.
Planarità e ortogonalitàTolleranza geometrica riferita a superfici di riferimento chiaramente indicate.

Tolleranze geometriche e riferimenti

Planarità, perpendicolarità, parallelismo e posizione descrivono ciò che le quote lineari non riescono a esprimere. Perché siano verificabili, però, servono riferimenti espliciti: senza superfici di riferimento dichiarate, una tolleranza geometrica non è misurabile in modo ripetibile e diventa fonte di disaccordo tra fornitore e collaudo.

Il caso specifico dei gruppi saldati

La saldatura introduce ritiri e deformazioni che nessun controllo sul singolo componente può prevenire del tutto. Per questo la logica corretta è tollerare l'assieme finito e, dove necessario, prevedere una lavorazione di finitura dopo saldatura sulle superfici funzionali. Indicare tolleranze strette sui componenti sciolti, sperando che l'assieme risulti conforme, è una strategia che produce sistematicamente non conformità.

Una tolleranza non verificabile con gli strumenti disponibili non è una specifica: è un'aspettativa.

Concordare i criteri di accettazione

  • Definire quali quote vengono controllate e con quale frequenza.
  • Stabilire strumenti e metodo di misura, incluse le condizioni di appoggio del pezzo.
  • Chiarire se il controllo avviene al primo pezzo, a campione o al cento per cento.
  • Prevedere la modalità di gestione di una deviazione: deroga, rilavorazione o scarto.

Errori che generano costi inutili

  1. 01Copiare la tolleranza da un disegno precedente senza verificarne la funzione.
  2. 02Applicare tolleranze da lavorazione meccanica a particolari di carpenteria.
  3. 03Indicare tolleranze senza riferimenti geometrici.
  4. 04Non dichiarare la tolleranza generale, lasciandola a interpretazione.
  5. 05Introdurre requisiti nuovi solo in fase di collaudo.

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