Saldatura

Gruppi saldati: ridurre le deformazioni in fase di progetto

Perché un gruppo saldato si deforma e quali scelte di progetto, sequenza e attrezzaggio permettono di contenere il fenomeno.

Lettura 8 minPubblicato il 7 aprile 2026Ufficio tecnico F.lli Bellani

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gruppo saldato

Ogni saldatura introduce un ciclo termico locale: il materiale si dilata, fonde, solidifica e si contrae. Poiché il riscaldamento non è uniforme e il ritiro è vincolato dalla struttura circostante, nascono tensioni residue e deformazioni. Non si tratta di un difetto di esecuzione, ma di un fenomeno fisico che va governato già in fase di progetto: intervenire solo in officina significa affidarsi a raddrizzature costose e non sempre risolutive.

Le forme tipiche di deformazione

  • Ritiro trasversale: avvicinamento dei lembi perpendicolarmente al cordone.
  • Ritiro longitudinale: accorciamento nella direzione del cordone.
  • Ritiro angolare: rotazione delle ali di un giunto a T o di una piega saldata.
  • Instabilità di lamiere sottili: ondulazione dovuta a tensioni di compressione residue.

Scelte di progetto che riducono il problema

Dimensionare correttamente il cordone

La quantità di calore introdotta cresce rapidamente con la sezione del cordone. Un giunto sovradimensionato rispetto al carico effettivo non aggiunge sicurezza in modo proporzionale, ma aggiunge sicuramente deformazione, tempo di esecuzione e consumo di filo. Verificare l'altezza di gola realmente necessaria è la misura più efficace e meno costosa.

Preferire cordoni intermittenti dove ammesso

Quando non sono richieste tenuta stagna o resistenza a fatica continua, un cordone intermittente riduce l'apporto termico complessivo mantenendo la resistenza necessaria. La scelta va sempre validata rispetto ai carichi e all'ambiente di esercizio.

Progettare giunti simmetrici

Distribuire i cordoni in modo simmetrico rispetto all'asse neutro permette ai ritiri di compensarsi reciprocamente. Una struttura saldata solo da un lato tenderà inevitabilmente a incurvarsi verso quel lato.

Ridurre il numero di componenti

Un particolare piegato sostituisce spesso due lamiere saldate a squadra. Meno giunti significa meno calore, meno tolleranze cumulate e meno tempo di assemblaggio: è qui che la disponibilità di piegatura ad alta capacità, fino a 4.000 mm di lunghezza e 350 tonnellate, modifica concretamente le scelte di progetto.

Accorgimenti di officina

  1. 01Puntatura con sequenza distribuita, mai progressiva da un'estremità all'altra.
  2. 02Sequenza di saldatura alternata e bilanciata rispetto all'asse del pezzo.
  3. 03Attrezzature di bloccaggio che vincolino il pezzo durante l'intero ciclo termico.
  4. 04Preposizionamento in contro-deformazione sui componenti a comportamento noto.
  5. 05Controllo dei parametri di processo per evitare apporto termico eccessivo.
  6. 06Raffreddamento controllato, evitando raffreddamenti localizzati bruschi.

Il contributo della saldatura robotizzata

Sulle produzioni di serie l'isola robotizzata MIG-MAG offre un vantaggio specifico proprio sulla deformazione: velocità di avanzamento, apporto termico e sequenza restano costanti pezzo dopo pezzo. La ripetibilità permette di calibrare una contro-deformazione affidabile, cosa difficile quando ogni ciclo varia leggermente. Le postazioni manuali restano invece la soluzione corretta per pezzi unici, geometrie complesse e riparazioni, dove la capacità di adattamento del saldatore è determinante.

Il calore che non si introduce è l'unico che non deforma: ogni millimetro di gola in meno è deformazione evitata.

Quando la deformazione va accettata e corretta

In alcuni casi il contenimento preventivo non è sufficiente, tipicamente su strutture di grandi dimensioni con requisiti di planarità stretti. La strategia corretta è pianificarlo: prevedere sovrametallo sulle superfici funzionali e una lavorazione meccanica dopo saldatura, oppure una fase di raddrizzatura definita nel ciclo. La differenza tra un ciclo pianificato e una correzione improvvisata è, nella pratica, tutta nel costo.

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